Uomo armato di ascia. Castiglione delle Stiviere.

Dobbiamo porci delle domande sulle motivazioni di questo gesto SOLO APPARENTEMENTE pericoloso. Siamo razzistacci, si sa, e come vediamo una persona armata di ascia in giro per le strade che sfascia auto, vetrine, si avventa sui Carabinieri ecc. pensiamo subito al peggio. Dovremmo porci delle domanda, invece. Questo giovane è certamente fuggito da qualche guerra ma, soprattutto, diremmo dalla fame. Il viaggio, la traversata, i lager libici e chissà che altro avranno certamente indotto nella giovane risorsa uno stato di ansia insostenibile che, ovviamente, doveva pur sfogare in qualche modo. Ma noi no, subito a preoccuparci e fare discorsi sensazionalistici del tipo “poteva esserci mio figlio, mia figlia” ecc, tipici discorsi sovranisti di chi ha la mente ristretta e non riesce proprio a cogliere la meraviglia di questo arricchimento culturale che, piano piano (mica tanto) sta investendo tutta l’Italia. Chissà, magari l’INPS locale aveva orari di ufficio diversi e il giovane, temendo di non poter versare il proprio contributo per farci godere delle nostre meritate pensioni, si è sentito smarrito, perso. Ecco spiegato il motivo. La realtà è che siamo pieni di bombe a orologeria, pronte ad esplodere non si sa quando. Sicuramente a breve sapremo che era in cura, e via discorrendo. In foto, comunque, uno spaccato dell’Italia. Oggi, Febbraio 2020.

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